Un bacio è come il pin Una mostra sul Bacio Perugina

Alla vigilia della festa degli innamorati si apre a Roma una mostra dedicata

al cioccolatino più famoso del mondo.

«Un bacio è come il pin: non lo si può dare a tutti». Potrebbero anche trovare questo messaggio gli innamorati che dopodomani scarteranno il loro cioccolatino preferito.

Non solo «amor ch’a nullo amato amar perdona», non solo Shakespeare o Goethe o Giacomo Casanova, ma Neri Parenti, Claudia Gerini, Margherita Buy, Vincenzo Salemme o  Ficarra e Picone che all’unisono consigliano di «sussurrare ti amo all’orecchio della donna amata, ché è il modo migliore per non farsi sentire da suo marito».

O tempora o mores, o soavi e licenziose morbidezze dei Baci Perugina! Anche loro sintonizzati sui tempi, anche loro pronti a strizzare l’occhio alle fluttuanti tendenze del costume.

Sono lontani i tempi in cui Giovanni Buitoni, di ritorno da uno dei suoi lunghi viaggi per il mondo, ribattezzava il bon bon di nocciole e cioccolato fondente chiamato da Luisa Spagnoli “cazzotto” per via della forma irregolare che ricorda la nocca della mano chiusa a pugno.

Ma pensate un signore che a una gentile signorina di una pasticceria chiede un cazzotto!

Così, da «signorina mi dà un bacio?» siamo arrivati fino a oggi, con quel «chi ama, baci» che mette persino a tacere  – miracoli della dolcezza – i nostalgici del bel congiuntivo. Passando per «i baci sono parole» in voga nel clima di austerity degli anni settanta, pragmatico e antiedonista e per il libertino “tubiamo”, che con la romantica onomatopea dei colombi in amore invitava a preferire la rinnovata confezione cilindrica ideata negli anni Ottanta.

Una mostra dedicata al più celebre cioccolatino del mondo, nato a Perugia nel 1922 ed esportato in 55 paesi, si inaugura oggi al Complesso del Vittoriano (sala Giubileo, ala Brasini) dove sarà visitabile fino al 23 marzo. Baci Perugina, un amore italiano, per declinare gli infiniti e dolcissimi modi di dire ti amo a tutte le età e in ogni occasione in tutte le parti del mondo.

Pensate che se messi in fila, i baci venduti finora, farebbero dieci volte il giro della terra. E che il cartiglio utilizzato per i messaggi d’amore coprirebbe la tratta Perugia-Melbourne.

La mostra, nata anche per presentare la campagna “Autografi d’amore”, il progetto di Agire che mira a ottimizzare le risorse in caso di emergenze, racconta la storia dell’azienda e dei suoi prodotti attraverso fotografie, oggetti e confezioni che si sono anch’esse evolute nel tempo, come le scatole a forma di telefono o di macchina per scrivere, ed espone i primi manifesti di cui colpisce la grafica moderna e il tratto netto e sintetico, di evidente influenza futurista.

Di Federico Seneca, esponente del Futurismo e direttore artistico, è la realizzazione del disegno ispirato al bacio di Francesco Hayez, nonché l’intramontabile scatola blu e argento con la coppia di innamorati che si bacia sotto una pioggia di stelle.

Pubblicato su Europa web il 12-2-2014

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