Ad accogliere il pubblico sul ponte levatoio del castello degli Acaia è una schiera di angeli bianchi (Silence Teatro), un po’ fuori taglia, ma ugualmente eterei nel loro totale biancore, e nelle coreografiche pose che vagamente ricordano le porcellane di Rosenthal.
Altri salutano dalle finestre e dal balcone, prima di ritrovarsi tutti insieme nel chiostro, ad assistere insieme a noi alla performance di Claudia Franco e del Duo Acrobat con una prova in cui impressiona (davvero!) una figura ad angolo acuto (non più di trenta gradi) in cui il suolo e la ginnasta sono rispettivamente il lato orizzontale e il lato obliquo. Quel che vediamo è una sorta di leva sostenuta con il solo appoggio dei piedi e- immagino- di addominali d’acciaio.
E’ un numero ai confini tra danza contemporanea e circo che ha ben introdotto l’ottava edizione di Mirabilia, International Circus and Performing Arts Festival, inaugurato a Fossano, in provincia di Cuneo, mercoledì 18 giugno.
E questo spettacolo, dal titolo evocativo Il castello delle essenze, è un progetto site specific curato da Fabrizio Gavosto (direttore del festival) e prodotto per l’associazione Terre dei Savoia.
In programma fino a domenica 22 il festival, partito in sordina otto anni fa, ha riconfermato invece la vocazione internazionale che ha assunto negli anni successivi, ospitando le più accreditate compagnie di circo e teatro urbano nel mondo.
Palcoscenico privilegiato del teatro di strada, il centro storico di Fossano, tra la via Roma e piazza Castello e, da quest’anno, del vicino comune di Savigliano con la sua grande piazza Santarosa, prima che a sera ci si raccolga nei chiostri e nei cortili dei palazzi, dove gli spettacoli proseguono a ruota fino a tarda ora.
In scena 43 compagnie e 200 artisti, presenti con molte prime, nazionali e assolute. Tra queste, le compagnie francesi XY con Il n’est pas encore minuit che vede venticinque acrobati impegnati in numeri che se li racconti paiono già visti e usurati, ma se li vedi ti lasciano senza fiato. Ma forse è proprio questa la sfida, come si legge nelle note allo spettacolo, “scoprire se è ancora possibile travare sabbia nel deserto”.
Di segno completamente diverso la produzione, sempre francese, de la Scabrose, presente con L’homme de boue ovvero l’uomo di fango, un assolo carico di citazioni che non avrà messo tutti d’accordo ma ha senz’altro risvegliato la memoria sopita di alcuni di noi, evocando figure mitologiche e arcaiche, dall’uomo primitivo al Minotauro, dalla fatica di Ercole fino a più moderne suggestioni shakespeariane come il Caliban della Tempesta o l’Edgar del Re Lear.
Da Barcellona invece ha conquistato la compagnia Cia con Proyecto Otradnoie, un’ora di danza contemporanea contaminata di circo, per una prima nazionale che ci auguriamo abbia un seguito.
Evento conclusivo, domenica 22 giugno, Defilé, spettacolo di danza ideato da Gigi Cristoforetti e coprodotto da Torino Danza, Stabile di Torino e Festival biennale di danza di Lione che vede una parata di 200 ballerini e 300 marionette dare vita a una successione di quadri diversi, unici e irripetibili, con le coreografie di Denis Plassard.
