Macedonia al forno di mele e pere

Non riesco a sopportare quelli che non prendono seriamente il cibo

(Oscar Wilde)

C’è chi la chiama torta di mele, torta di pere, di pesche, fichi, prugne ma insomma torta la chiama. Invece non si tratta che di una sanissima macedonia di frutta tenuta insieme da una lieve e innocente pastella che con la cottura permette all’impasto di assumere l’ingannevole sembianza di torta.

La differenza la fanno innanzitutto le proporzioni, in questo caso tutte a favore della frutta che scelgo sempre fresca e non sciroppata, meglio acquistata al mercato nei banchi garantiti  a chilometro zero.

Per questa prima ricetta ho usato le mele renette e le pere William rosate, due e due per cominciare, poi una terza che può essere mela o pera a seconda di quel che preferite o di quel che vi avanza. A me avanzava una mela.

Tagliate una mela e una pera a fettine longitudinali dopo averle sbucciate, senza preoccuparvi che siano identiche: vanno bene anche un po’ spesse e irregolari.

Come irregolari dovranno essere i tocchetti dell’altra mela e dell’altra pera ché nella macedonia si deve avvertire chiara la consistenza della frutta, essendo appunto l’ingrediente primario.

Montate un uovo e un tuorlo con 3 bei cucchiai di zucchero. Aggiungete lentamente un etto e mezzo di farina setacciata con mezza bustina di lievito e una di vaniglia e continuate a frullare finché le fruste non incontreranno una leggera resistenza. Può capitare che la pastella si avvolga alle fruste ma nessuna paura. Unite lentamente mezzo bicchiere scarso di crema di latte (quelli della Nutella come misurino sono perfetti), la scorza grattugiata di un limone non trattato e continuate a frullare finché non otterrete una pastella liscia e avvolgente.

In una teglia diametro 20 foderata di carta da forno e lievemente imburrata spalmate un cucchiaio sottile di pastella. Adagiate sopra le fette di frutta meno precise (l’equivalente di mezza mela e mezza pera e comunque quello che occorre per occupare lo spazio) e unite nella restante pastella la frutta a tocchetti. Rovesciate il tutto nella teglia cercando di assestarlo nel miglior modo possibile poi inserite le fette più regolari a raggera, affondate di sbieco in modo che la cottura non le inglobi completamente rischiando di annullare l’effetto macedonia.

In un padellino avrete sciolto una noce di burro (proprio un’idea) che non dovrà friggere. Serve per intingere da un solo lato le fettine sottili della mela rimasta – la quinta – e disporle tutte intorno alla macedonia, infilate in modo che la parte imburrata aderisca alla carta da forno.

Quindi spolverate con un cucchiaio scarso di zucchero e disponete sopra qualche mesto fiocchetto di burro.

Infornate a 180° a forno già caldo per  45/50 minuti e sfornate dopo la prova coltello, che vale indistintamente per torte e macedonie.

Considerate che la farina si può sostituire con la fecola di patate riducendo di poco le dosi (da 150 a 100) e la crema di latte con il latte intero ma in questo caso, soprattutto, considerate che non otterrete la stessa macedonia.

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