Il teatro non è (nemmeno) un optional Sul Dpcm del 24 ottobre 2020

Il teatro non è indispensabile. Serve ad attraversare le frontiere tra te e me.

(Jerzy Grotowski)

Ecco qua. Lo sospettavano, i teatranti e tutti gli assidui di quelle cose inutili che ci fan divertire. E ora lo leggono chiaro e tondo alla lettera m del nuovo dpcm datato 24 ottobre 2020: adesso. “Sono sospesi gli spettacoli aperti al  pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche anche all’aperto”.

Non sono valsi a nulla gli sforzi fatti per far quadrare un’estate faticosissima, che ha visto il pubblico forzatamente ridotto con evidenti ripercussioni sulle casse già magre dei botteghini.  Non è servita la disciplina, le regole osservate in modo maniacale da tutti quanti, artisti, operatori, pubblico attento e ben educato. O meglio sì, sono serviti eccome: a evitare contagi, a organizzarsi per rintracciare e scongiurare contagiati eventuali, a testimoniare che si può sopravvivere incolumi nonostante il virus nell’aria, nonostante i virologi che lo dichiarano morto, salvo curare pazienti solventi quanto sbruffoni e ben abbronzati.

Sono serviti a dire anche a voi che non avevate sbagliato a permettere di riaprire i teatri. Pensate: servirebbero persino a farvene un vanto se foste solo un po’ scaltri, e magari a racimolare qualche voto perduto.

E invece? Invece la macchina funziona al contrario.

Siccome siete stati virtuosi prendetevela in quel posto anche voi, come tutti quelli che

se ne sono fregati e che continuano imperterriti a sbattersene il fondoschiena sui campi da sci, in barca perché no anche in barca un bel giro in barca sulla costa, e in tutti quei posti che noi che dobbiamo far quadrare la giornata non frequentiamo da un pezzo. 

Li avete visti in coda tutti belli colorati sorridenti appiccicati per il pass sulle piste del Cervino perché non sia mai che la prima giornata di sole vada sprecata. E chi c’era lì a multarli, a caricarli su un pullman e portarli in questura, a spegnere la corrente quando sono tutti belli colorati sorridenti appiccicati in ovovia?

Mica voglio passare in rassegna tutte le infrazioni gradasse alle norme di cui siamo stati testimoni impotenti, fino alla lampante idiozia negazionista, idiota sì, molto più che tracotante. Una massa di anencefalici che vanno blaterando cose che i pensanti nemmeno si immaginano.

Voglio però registrare gli umori che sono acidissimi e saranno molto difficili da digerire. I teatranti non ne possono più. E non perché siano più stremati di altri, figuriamoci. Ma perché la sensazione fortissima è che qualsiasi sforzo sia vano, qualunque fatica buttata alle ortiche e allora a che serve.

I rivoltosi di Napoli e anche di Roma non saranno mai emulati da chi fa teatro, tranquilli. Ma se scendono in piazza, attenti perché saranno le parole a fare casino, e questa volta davvero. Devono essere uniti però.  Consapevoli che se qualcuno di loro ha mandato in bancarotta le istituzioni di tutti, pubbliche, private, private foraggiate, ora non può far la vittima perché equiparare le vittime è il primo passo per non risarcire nessuno. Ma le vittime vere non devono farsi la guerra, facendo ognuna il suo gioco, ognuna la sua sacrosanta petizione al governo. Fatene una e fatela insieme e firmiamola tutti.

Si dice dal basso, ma sarebbe bene anche dall’alto, visto che senzaltro i dirigenti ai vertici delle istituzioni o almeno molti di loro avranno a cuore il destino di chi deve mettere insieme il pranzo con la cena, quelli che non per nulla si chiamano lavoratori dello spettacolo, che se non lavorano non sbarcano il lunario, che aspettano il bonus di 1000 euro per fare la spesa.

Con la speranza che quei bauli tutti uguali allineati come bare di un muto memento mori che hanno lasciato per sempre un segno durissimo in piazza del Duomo a Milano, possano un giorno essere un ricordo passato, magari riproposto in forma di happening.

(Foto di Andrea Cherchi)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.