Il mio ricordo della signora Bergese

Ogni città, ogni paese, ha i suoi monumenti, i suoi campanili, le sue rassicuranti certezze fatte di riferimenti e codici condivisi.

Capirli al volo, usarli per farsi capire, ricorrervi per collocare indicazioni e ricordi significa appartenere, far parte di una rete, di una comunità che molto spesso se li è trovati già pronti, parte del tessuto umano e sociale e della tua personale mappa di orientamento. Sono quelle cose che non ti chiedi da quando ci sono perché per te ci sono sempre state. Il campanile del duomo, il castello degli Acaja, il monumento dei caduti, il viale Mellano, la signora Bergese. Ecco, la signora Bergese, a Fossano, c’è sempre stata.  Chi non conosce la signora Bergese. Davvero sfido chiunque a sostenere il contrario.

Lei e il suo sorriso sano e accogliente, che faceva parte del volto come il naso e gli occhi. Non ricordo la signora Bergese separata dal suo sorriso che era inconfondibile, un marchio di fabbrica trasmesso a figli e nipoti.

Penso, per esempio, a come le assomiglia Francesca, la figlia di Rita. Stessi ricci e stesso sorriso che arriva sempre due passi prima. E siamo già alla seconda generazione. Quella dei tre figli di Manu, alchemica combinazione tra Giappone e Bergese. Davvero un prodigio quelle faccine con gli occhi a mandorla che sembrano stringersi apposta per liberare il sorriso che racconta di papà zii cugini e soprattutto di nonna.  

Perché la grande quercia non si è solo riprodotta nel tempo ma ha esteso il suo respiro  nello spazio, oltreoceano, ben piantata a Fossano eppure libera e curiosa del mondo.

Per tanti fossanesi la signora Bergese è anche e soprattutto la mamma di.  Di uno o più dei suoi dodici figli che a seconda dell’età sono stati amici e compagni di scuola, di scout, di catechismo, di sport di qualcuno di noi.

La sottoscritta si attesta nella fascia che va da Gege a Manu, passando per Ciacia, Paolo e Laura, ma nel tempo si è affacciata l’amicizia con Beppe e sono di pochi mesi fa quattro chiacchiere con Rosi e Piero, incontrati da Giuffrida, altra bella certezza della città. Io con mia mamma a un tavolino, tra una chantilly e un pasticcino più sobrio, loro in quello accanto, abbiamo chiesto di lei. Che non era mai sola, sempre coccolata dall’intera progenie che a turno se la contendeva per starle vicino, e per averla vicino.

In famiglia e per gli amici era una cuoca ‘stellata’, ma spesso ha anche cucinato nei campi estivi di coccinelle e lupetti, per il godimento di tutti. E anche qui ha lasciato un’impronta molto ben  ricalcata, perché tra figli e nipoti, non pochi si sono dedicati all’alta cucina.

Io ricordo una bagna cauda nella casa di via Falletti, attorno una tavola enorme che occupava tutta la stanza e chissà quante volte quella tavola sarà stata apparecchiata, pronta per ospitare amici e parenti, o per i figli e i nipoti che tra un viaggio e l’altro facevano sosta a Fossano da mamma e nonna, rifocillati per bene da una pasta fatta in casa con la sfoglia tirata a mano col  mattarello.  

E poi ricordo una telefonata divertentissima. Avevo chiamato per parlare con Andrea, che chiamavamo Gege senza badare che fosse in realtà il diminutivo di Bergese, e senza sapere che anche Stefano veniva chiamato così.

Alla mia richiesta ‘per favore c’è Gege’ la signora mi rispose con gran prontezza di spirito ‘sì ma Gege quale’, prima di abbandonarci entrambe a una sonora risata che non dimentico.

Per salutarla e per chiudere un cerchio mi concedo  un’autocitazione pregressa perché se niente è casuale, lo sono ancora meno i nomi che portiamo. Si chiamava Anna, la signora Bergese, e nessun nome avrebbe potuto esser più giusto:  palindromo, onesto, facile da pronunciare in tutte le lingue e quindi accogliente.

1 Comment

Rispondi a Manciu Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.