Fagiolini animal free

La mia amica Annalisa, che mi conosce bene, dice che il mio rapporto con le parole quando scrivo è simile a quello che ho con gli ingredienti quando cucino. Nessun complimento è più  gradito. Ora vorrei scrivervi una ricetta semplicissima che per una volta mette tutti d’accordo. Un piatto vegetale sfizioso e gustosissimo, non proprio a calorie zero, ma nemmeno 2000.

Lo spunto l’ho preso alla festa di compleanno di Ludovica, una festa in terrazza nell’ottobrata romana, dove tutti abbiamo partecipato con un piatto tipico regionale e io ho omaggiato il Piemonte della provincia di Cuneo con le salsicce di Bra all’uva di tre colori. Da Clelia invece ho  raccolto questa suggestione più global e animal free, che ho immancabilmente rivisitato.

Cuocete al vapore 500 grammi di fagiolini verdi, meglio se piccoli e teneri. Non troppo a lungo però ché è bene non perdano la loro bella consistenza e restino croccanti al palato.

Intanto sminuzzate una decina di pomodori datterini. Li ho volutamente ridotti in piccolissimi pezzi, quasi una salsa a crudo, con un pugno di capperi dissalati e anch’essi tagliuzzati. Non si devono riconoscere alla vista, i capperi, ma sentirsi al gusto, per domandarsi cos’è. Naturalmente voi non lo rivelerete, come faccio spesso io, che scherzo! A parte preparate un intingolo con uno o due cucchiaini di senape di Digione, un pizzico di sale, aceto di vino rosso fatto in casa con la ‘madre’ che resiste inalterata da decenni, olio evo di olive italiane spremute a freddo, dove avrete precedentemente lasciato macerare uno spicchio di aglio, che toglierete. Mescolate con la salsa di datterini e capperi e versatene un bel cucchiaione in un’insalatiera. Quindi adagiate i fagiolini, aggiungete il rimanente condimento e mescolate dolcemente fino a che vi viene voglia di assaggiare. Non lo fate, perché non è finita.

Manca ancora l’ingrediente clou, quello che ha scatenato tutti gli altri. Le olive taggiasche denocciolate e tagliate a rondelle, quante ve ne piacciono. Io, come Clelia, ne ho messe un bel po’. Mescolate il tutto e infine, per arrotondare il sapore e il conto calorico, una bella manciata di mandorle a lamelle, tostate in padella. Molto importante è aggiungere le mandorle all’ultimo minuto, per evitare che l’umidità le renda mosce. Ognuno le mescolerà da sé nel proprio piatto. E poi è bello che siano in centro, almeno loro in bella vista. Invitanti e senza sotterfugi.

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