Tosca e i suoi appunti musicali dal mondo

Nicola Piovani, Gabriele Mirabassi, Germano Mazzocchetti, Danilo Rea, Joe Barbieri, Gegè Telesforo. Ha riunito il gotha del jazz e della musica d’autore italiana Tosca, per il suo primo concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dal titolo libero ed evocativo Appunti musicali dal mondo: confini e sconfini del suono della voce. Gli amici più cari, “sei cavalieri” e applauditissime guest di una serata esplosiva, in cui la cantante romana divenuta star nel ’96 grazie alla vittoria a Sanremo accanto a Ron quando “entrai  sconosciuta e uscii che non potevo camminare per strada”, ha presentato pezzi rari e melodie lontane che affondano nel fado portoghese, nei canti sciamani e in quelli tradizionali dei matrimoni Yiddish, fino alla musica italiana, popolare e d’autore, magari attinta a un repertorio riposto, legato a tradizioni private e feste familiari.

E’ il caso per esempio di Na serenata a Ponte, una canzone quasi sconosciuta scritta da Gastone Monaldi e  riportata in vita da Nicola Piovani che la ascoltava cantare in famiglia, da ragazzino.

“La cantava mia zia Pina accompagnata alla chitarra da mio padre, dilettante, che cercava gli accordi con il pollice, e quando nel 2001 ho fatto uno spettacolo sulle canzoni romanesche, ho voluto che fosse Tosca a cantarla”.

E ora si mette al pianoforte e lei ‘replica’, con una grazia piena di verve che arriva dal cuore e da una bella consuetudine con il palcoscenico. “Ma si c’avete er core che v’assomija ar viso, stella del paradiso nun me negate, un friccico d’amore”.

Vestita di rosso, scollatura generosa e capello corto corto biondo platino, domina la scena senza prepotenza, avviando con ciascun musicista piccoli numeri che paiono nati lì per lì e invece. Il clarinetto di Gabriele Mirabassi, la fisarmonica di Germano Mazzocchetti con cui propone Via Etnea, anch’essa  presentata a Sanremo insieme a Massimo Venturiello, autore dei testi, Joe Barbieri, Gegé Telesforo che gigioneggia in una accelerata Prisincolinensinanciusol, Danilo Rea che la accompagna al pianoforte ne Il suono della voce, una canzone scritta per lei da Ivano Fossati che parla di amore e che dà il titolo al suo nuovo album.  ((link: https://www.facebook.com/TizianaToscaDonatiOfficial/?fref=ts ) .

Un concerto che è una festa della musica e del collettivo, in cui si lascia spazio ai  musicisti e al virtuosismo di ognuno, a cominciare da una strepitosa  Giovanna Famulari, al violoncello, pianoforte, voce e una quantità di altri strumenti anche strani che non chiedetemi il nome, Massimo De Lorenzi (chitarre), Carmine Iuvone (basso e contrabbasso) Matteo di Francesco (percussioni e batteria), e le due vocalist Fabia Salvucci e Eleonora Tosto.

Pezzi lenti come Il porto: A mesma musica (link: https://www.youtube.com/watch?v=batE9vGWjxw ) si alternano a pezzi veloci come scioglilingua, a bang corali, a canzoni natalizie come Adeste fideles e jingle bells, tutto giocato su variazioni ritmiche

E nel mezzo brani recitati creati ad hoc da Venturiello che dello spettacolo è anche regista,  filo rosso che rendono giustizia al titolo, cercando costanti nei paesaggi del mondo, “da Tunisi a Lisbona a Istambul”, guardati con “lo stupore essenziale di un bambino che si sente nascere ad ogni momento per l’eterna novità del mondo”.

Il concerto del 6 gennaio, in sala Petrassi tutta esaurita, è stata la prima data di un tour che la porterà in tutto il mondo.

Pubblicato su L’Unità.tv il 9-1-2017

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