Intervista. La tecnologia per vedere “dentro” Caravaggio. Un’esposizione curata da Strinati

Un acido d’uva, una piega della pelle, il sorriso di un angelo, i denti di Medusa, il rosso delle labbra, che rosse così non le avevamo mai viste. Sono i dettagli che  ci vengono incontro in questo inedito percorso ‘dentro’ la pittura di Caravaggio.

Opere che prendono vita di fronte al visitatore che assiste alla loro gestazione, scomposizione e ricomposizione per offrire un’esperienza sensoriale composita e originale.

Caravaggio Experience è un’imponente video installazione realizzata dai video artisti di The Fake Factory con la consulenza scientifica di Claudio Strinati e le musiche originali di Stefano Saletti, visitabile da oggi al 3 luglio a Palazzo delle Esposizioni di Roma. 

Cinquantasette capolavori suddivisi in cinque sezioni -Luce, Naturalismo, Teatralità, Violenza, Luoghi – scorrono nell’arco di cinquanta minuti riprodotti da trentatré proiettori che consentono la visibilità di infinitesimi particolari.

Professor Strinati, perché si dovrebbe fare questa esperienza?

Perché attraverso la tecnologia si induce il visitatore a guardare queste opere con un occhio diverso, che scruta al di là della normale percezione, sia diretta, come avviene di fronte all’opera, sia indiretta come accade con i libri.  

Un approccio di tipo tecnologico sarà il futuro della fruizione dell’arte?

No, ma può anzi essere uno stimolo ulteriore alla fruizione diretta. L’approccio è analogo a quello dello scienziato che al microscopio osserva un’immagine focalizzata, ma in questo caso si tratta di un’immagine dilatata che permette di ispezionare il dettaglio. E premette che il visitatore formuli giudizi personali oltre le didascalie e le spiegazioni degli studiosi.

Pensa che sia giusto permettere ai visitatori di effettuare fotografie e video con i cellulari?

Visto che si tratta di un’esperienza deve essere possibile anche questo. Nei musei e alle mostre non lo è perché i flash rovinerebbero le opere.

Però non crede che sia un elemento di disturbo nei confronti di chi invece vorrebbe godersi il percorso senza intralci e soggezioni?

E’ vero però è ormai questa la nostra quotidiana esperienza. Io abito vicino al Colosseo e sono ripetutamente  bloccato dai turisti fermi per fotografare e filmare. 

Pubblicata su L’Unità.tv il 24-3-2016

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