Peppe Servillo / Berliner

Bella sfida far vivere le avventure di  monsieur Jourdain tutto da solo, ma Peppe Servillo ce l’ha fatta da par suo. Anche se in verità proprio solo non era, perché ad accompagnarlo c’erano i Solisti dei Berliner Philharmoniker, insomma non proprio una cosina da nulla.

Lui in abito nero e camicia bianca, microfono e leggio, loro agli archi (due violini, una viola, un violoncello e un contrabbasso), e ai fiati (flauto, clarinetto, corno e fagotto).

Sede, l’aula magna della Sapienza di Roma, dove il concerto- spettacolo, martedì 26 gennaio, è stato presentato in prima assoluta nella programmazione dello IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) per la rassegna Sapienza in Musica.

In scena, dopo la prima parte divisa in Divertimento in re maggiore per archi K 136 di Mozart, e Till Eulenspiegel Einmal Anders di Richard Strauss, ancora Strauss per un dialogo musica-voce, anzi voci, perché Servillo dà vita non solo al protagonista ma ai principali personaggi de  Il borghese gentiluomo, la comèdie-balletdi Moliere  con musiche di Jean-Baptiste Lully, poi ripensata da  Hugo von Hofmannsthal che commissionò le musiche a Richard Strauss.

E sulle musiche di Strauss è nata la coreografia di George Balanchine con  Rudolf Nureyev come primo protagonista e la commedia di Peter Ustinov che è una riduzione di quella di Molière modulata sulle proprie corde.

Servillo ne ha fatto una partitura per attore solo, divertendosi a rendere la ridicola storia di questo piccolo e tenero millantatore, aspirante parvenu, e le pittoresche figure di cui si circonda, chiamandole in causa in terza persona o dando voce anche a loro, virgolettando qua e là, cambiando toni, timbri e colori. Dal maestro di danza al caposarto  al professore di latino che lo istruisce sulle differenze tra prosa e poesia (“Ho parlato in prosa per cinquant’anni senza saperlo”), fino al servo astuto che tesse le fila come commedia comanda.

Uno spettacolo che premia la formula musica-voce che ha replicato il precedente successo de Histoire du Soldat di Stravinskij, portato in scena per la stessa rassegna tre anni fa.

Pubblicato su oltrecultura il 28-1-2016

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